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Yunnan - la foresta di tè di Lorenzo e Vivian

Eastern Leaves è la storia di una foresta di tè nello Yunnan. La storia di un incontro con i suoi custodi e del loro coraggio, arrivata fino a Milano.

“Un simbolo può dirsi vivo solo quando è, anche per chi l’osserva, l’espressione migliore e più alta possibile di qualcosa di presentito e non ancora conosciuto. Solo così… esso giunge a generare e promuovere la vita– Carl Gustav Jung Tipi Psicologici

Carl Gustav Jung per quel che è dato sapere amava il tè e se avesse conosciuto la storia di Eastern Leaves quasi certamente ne avrebbe parlato in termini di sincronicità. In questo caso gli elementi in nesso non casuale sono una coppia – nella vita come nel lavoro – e una foresta del tè. Questo articolo parla di loro, Vivian e Lorenzo: i custodi della foresta selvaggia. E il simbolo? Date un’occhiata al logo di Eastern Leaves, secondo noi è la sintesi perfetta di ciò che giunge a generare e promuovere la vita.

La foresta del tè nello Yunnan

La storia di Estern Leaves, che potete leggere meravigliosamente sulle pagine del  sito, è solo una parte dell’incredibile viaggio che il tè compie dagli alberi dello Yunnan alla tazza. È un percorso iniziato circa dieci anni fa quando due appassionati viaggiatori del tè hanno sentito forte il richiamo di una foresta bellissima e difficile. Affascinante per la qualità degli alberi alti difficile perché coltivare e raccogliere in montagna nel pieno rispetto dell’ambiente richiede passione, competenza, fiducia nella natura. Difficile perché qualunque fase del lavoro con il tè in montagna significa lavoro esclusivamente manuale.

Eastern Leaves è il frutto di risparmi di una vita miei e di Vivian – racconta Lorenzo Barbieri founder insieme alla moglie Vivian Zhang – per un anno il nostro progetto non aveva nemmeno un nome, solo lavoro. Trenta ettari di foresta nel cui sottobosco vivono gli alberi da tè, i più antichi dei quali abitano la montagna da cinque secoli. “

 Ogni albero ha circa 5 metri quadri di spazio, una produzione di altissima qualità che è stata subito notata dagli appassionati e da collezionisti di Pu’er a Pechino”.

Pu’er Eastern Leaves

Eastern Leaves produce prevalentemente Pu’er Sheng, Pu’er Shu, tè bianco, tè rosso e tè viola in quantitativi limitati e di altissima qualità. In particolare Vivian che dopo una formazione umanistica in lettere cinesi antiche, si è diplomata tea master al massimo livello presso l’Accademia Cinese del Tè seguendo i corsi a Pechino e la specializzazione a Kunming, supervisiona in modo rigoroso sia la produzione che l’academy di Eastern Leaves.

“Quando abbiamo iniziato – ci spiega Lorenzo – il nostro mercato era prevalentemente cinese, dal 2018 siamo presenti anche in diversi paesi europei e stiamo lavorando molto anche sul mercato statunitense. A settembre 2019 abbiamo aperto il nostro atelier a Milano, una città ricca di scambi internazionali e di opportunità d’incontro, anche in ambito food&beverage. In Italia il mercato del tè, soprattutto cinese, è da costruire, questa è per noi una sfida e un’opportunità. Per questo abbiamo creato anche l’accademia che propone una formazione di primo e secondo livello con possibilità di certificazione governativa cinese MOHRSS”.

L’atelier di Milano in via Macedonio Melloni 32

Produzione, distribuzione, atelier e accademia. Come conciliate tutte queste attività vista anche la distanza da coprire tra Cina e Italia?

“Io e Vivian siamo a forte vocazione internazionale per credo e formazione. Certo, la produzione richiede una permanenza in Cina per almeno metà dell’anno ma ad oggi abbiamo costituito uno staff preparato e motivato, rispettoso della natura e del prodotto. Noi – specifica Lorenzo – non usiamo chimica nella nostra cultivar. La qualità del nostro prodotto nasce certamente dal terroir e dalle piante ma in parallelo vanno evidenziati il lavoro di grande rispetto e la cura del luogo. Ci sentiamo custodi prima che proprietari della nostra foresta. Una filosofia che sta alla base delle nostre scelte in ogni ambito. Il nostro atelier, che è attivo sia come shop che come sala da tè e utilizzato spesso per i nostri incontri business, ne è un esempio. Abbiamo scelto un partner in linea con le nostre idee. I mobili infatti sono quasi tutti pezzi unici dell’azienda cinese Suyuan con la quale collaboriamo su diversi progetti. Suyuan è un bell’esempio di corporate social responsability sia sul fronte della provenienza e lavorazione della materia prima sia sul fronte dell’attenzione rivolta ai giovani a cui sono dedicati interessanti corsi di formazione e opportunità di collaborazione”.

Uno scorcio dell’atelier con i bellissimi mobili di Suyuan

A proposito di formazione, prima accennava all’academy, crede che il tè sia un’opportunità di impiego oggi per i giovani in Europa?

“Sì, certamente. Al di là del momento di blocco forzato, il mondo dell’Ho.Re.Ca. resterà sempre centrale all’economia del nostro paese che ha una forte vocazione verso gusti complessi con epoche e storie alle spalle, così come lo sarà per altri paesi europei. Il mondo dei giovani, e mi riferisco soprattutto ai ventenni, è molto motivato e aperto. Sono ragazzi abituati a confrontarsi con momenti di crisi, hanno voglia di fare e sono molto creativi. Lo vediamo io e Vivian che seguiamo personalmente i corsi e soprattutto i corsisti. Noi partiamo sempre da un colloquio preliminare perché una cosa è fare un corso per arricchimento personale o passione, un’altra è decidere di farne un mestiere. In questo si differenzia il percorso e anche la nostra proposta. Comprendere bene le diverse tipologie del tè cinese, saperlo riconoscere non è sufficiente per chi vuole operare sul mercato. La nostra certificazione permette di ottenere un diploma unico in Europa. I nostri studenti certificati saranno in grado di giudicare, descrivere accuratamente un tè rispetto al proprio terrioir, di prepararlo in maniera professionale, di risalire alle tecniche di produzione e intervenirvi e infine di comprendere e partecipare attivamente alle quotazioni di mercato”.

Una formazione davvero completa ma quanto dura mediamente?

“Come dicevo dipende da ciò che si desidera come risultato finale. Recentemente abbiamo inserito anche un corso un corso introduttivo ai tè cinesi, chiamato Chazi – seme di tè, cinque incontri in cui studiare l’infusione e le basi dei tè. Il secondo livello ha una durata di 9 incontri – uno a settimana con esame finale ed è chiamato Xiaoye – foglia piccola. Il corso di terzo livello, Daye – grandi foglie, si compone di 10 moduli e l’esame di fine corso dà accesso alla certificazione professionale cinese. Il livello superiore, Chashu – albero di tè, invece, può essere conseguito solo tre anni dopo il Daye.

Ovviamente il percorso professionale e la certificazione modificano anche l’approccio allievo-insegnante. Il tè in Cina è in continua evoluzione e quindi la formazione per chi volesse operare sul mercato è davvero molto rigorosa in modo da fornire un reale strumento di lavoro per i nostri allievi”.

Un momento del corso con Vivian Zhang

Ritiene quindi che il mercato italiano ed europeo del tè potranno crescere parallelamente ad una formazione e preparazione adeguata?

“Questo è vero sempre, anche per altre materie prime come caffè e cacao. Preparare delle figure professionali competenti aiuta certamente ad elevare la qualità dei prodotti importati. Maggiore conoscenza del prodotto significa poter andare nei paesi di produzione e dialogare con competenza con chi coltiva e vende. Significa poter scegliere il miglior tè in questo caso e conseguentemente offrire al proprio mercato di riferimento una qualità più elevata, che sia ad un rivenditore o al consumatore finale”.

Eastern Leaves oggi è un punto di riferimento per chi ama il tè di qualità, in Italia come all’estero, che consiglio darebbe ad un giovane che volesse intraprendere una professione legata al tè?

“Studio, molto studio, umiltà e flessibilità. Noi seguiamo i nostri allievi proprio perché crediamo nella formazione tanto quanto crediamo alla qualità del prodotto e al rispetto dell’ambiente. Ai nostri corsi sono ammessi un massimo di dieci allievi per volta e questo certe volte richiede un po’ di pazienza per potervi accedere. I corsi sono in inglese e italiano e, come accennavo, arricchiti di elementi di lingua e cultura cinese. L’esperienza di Eastern Leaves viene trasmessa da Vivian e me in modo da fornire una visuale il più ampia possibile, dalla cultivar, all’esportazione, alla rete di vendita oltre naturalmente a tutto il programma accennato prima. Resta però un elemento che è imprescindibile e che va oltre qualunque aspetto pratico e didattico: io e Vivian avevamo un sogno. Siamo due visionari pieni di passione che ai sogni applicano criteri razionali e costante impegno”.

Luci e alberi del tè nella foresta di Vivian e Lorenzo

In questa traccia iniziata con Jung e terminata con un sogno finisce la nostra intervista. Grazie a Vivian e Lorenzo per aver interpretato il richiamo di una foresta del tè, grazie per aver portato questo gioiello dalle molte sfaccettature in Europa e in Italia, lo interpretiamo come un bellissimo esempio di teatalianstyle

Tutte le immagini del presente articolo sono di proprietà di Eastern Leaves – riproduzione riservata

Written by
Liana Bertolazzi
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