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Un tè con Tim Burton

UNA GIOVANE TEA OWNER E UN LUOGO CHE SEMBRA USCITO DA UN FILM DI TIM BURTON. ECCO TEACUP UN’ INFUSIONE DI PERFETTO TEATALIANSTYLE E ARTE.

Douglas Adams – scrittore, sceneggiatore, umorista britannico oltre che grande amante del tè – autore di Guida galattica per autostoppisti – sarebbe certamente felice di vedere una delle frasi, della sua famosa serie, stampata sulla vetrina di una sala da tè nel centro di Milano.

Con A cup of tea would restore my normality, letteralmente, “una tazza di tè ripristinerebbe la mia normalità”, Lavinia Stefanini vi accoglie a Tea Cup un meraviglioso angolo dedicato al tè in zona Sant’Ambrogio nel cuore di Milano.

Tea Cup in via Caminadella 18

Qui il teatalianstyle si intuisce già dalla scelta del luogo. Due piccoli spazi dove antico e moderno si fondono alla perfezione tra bellissimi soffitti a cassettone e grafica surrealista che fanno da cornice a 15 posti a sedere. Un luogo come sottolinea Lavinia “dove potersi regalare un momento di sosta dalla frenesia, dove dimenticare il tempo davanti ad una tazza di tè”.

Lavinia ci ha portato il suo amore per il tè dall’ infanzia. 

Lavinia Stefanini e la sua Tea Cup

“Sono cresciuta con il tè ed è stato sempre presente nel mio quotidiano anche prima di immaginarlo come il lavoro della mia vita. L’ambito della ristorazione mi è sempre interessato e ho lavorato diverso tempo in luoghi dove pasticceria e tè si incontravano. Negli ultimi 5 anni aprire una mia attività legata al mondo del tè era diventato il mio obiettivo. Per questo – prosegue – ho viaggiato nei luoghi del tè, Cina e Sri Lanka soprattutto, per conoscere meglio le fasi della produzione e ovviamente i produttori. Anche le mie amicizie sono molto legate a questo mondo, compagni di tè sparsi in ogni angolo del pianeta. Questo voleva essere anche l’anno del mio viaggio in Giappone che purtroppo ho dovuto rimandare”.

Quello che invece Lavina non ha voluto coraggiosamente rimandare è l’apertura di Tea Cup  inaugurata circa un mese fa e attualmente operativa sia come sala da tè che come vendita al dettaglio di tè e tisane e che si svilupperà prossimamente anche online.

L’atmosfera surrealista

“Volevo un luogo che mi somigliasse, amo il cinema d’autore, da qui la ricerca di una grafica surrealista studiata da un ragazzo danese. Anche la carta dei tè mi rispecchia. Circa 100 tipologie di cui leggerete solo i titoli perché voglio spiegare i tè direttamente ai miei clienti. Preferisco descrivere personalmente sia i tè puri che gli aromatizzati. Quindi immagino un cliente attratto da un titolo o un nome piuttosto che da una spiegazione scritta. Ho preferito quindi un menu semplice e un rimando al mio sito per le descrizioni delle miscele o dei puri”.

Nella bella zona di Sant’Ambrogio e più precisamente al 18 di via Caminadella, a due passi dall’Università Cattolica del Sacro Cuore il tè è giovane. Un luogo dedicato al tè in una chiave interpretativa decisamente originale dove la parola onirico delinea bene l’esperienza. Le luci, le belle ceramiche, la vetrinetta che racconta dell’amore per il tè in tutte le sue forme, una grande spirale disegnata e poi pareti bianche quasi che il minimalismo reclamasse un suo spazio.

Sorride Lavinia. 

“Le pareti bianche sono una base per progetti futuri. Questo sarà un luogo dedicato all’arte del tè ma non solo. Ho studiato fotografia per tre anni e voglio che i giovani artisti abbiano uno spazio dove esporre. Mi immagino eventi a tema d’arte e tè. Art cocktail party in cui il tè sarà presente in molte forme e poi anche proiezioni di film d’essai o documentari che parlino del tè e dei suoi luoghi. Anche il teatalianstyle ha già un posto nel mio progetto, tutto un menù di cibi a base di tè. Preparazioni salate e dolci che includeranno il tè come ingrediente e che accompagneranno i diversi momenti della giornata. In questo il mio lavoro nel campo della ristorazione mi ha decisamente aiutata e sono già in contatto con professionisti molto preparati e aperti al nuovo. Quindi sono pronta anche per l’esperienza dei un mio personalissimo teatalianstyle”. 

Oltre ad un pubblico giovane, al mondo dell’arte, al tè spiegato bene e un menu studiato nei minimi dettagli, quale altro obiettivo vorrebbe raggiungere attraverso Tea Cup

“Far avvicinare le persone al mondo del tè. Certo i giovani ma anche le persone che abitano nella mia città, in zona e turisti,  quando torneranno. Il tè è inclusivo e a tutti voglio trasmettere la magia di questa pianta e le atmosfere che si possono respirare attraverso i profumi e gli aromi della camelia sinensis. Non è necessario per forza andare in Oriente per scoprire il mondo del tè. Ho visitato tanti luoghi ma nel mio cuore c’è un posto proprio qui a due passi da Milano. Una sala da tè meravigliosa vicina ad Ascona. La Casa del tè di Monte Verità è un luogo speciale dove il tempo sembra sospeso, dove si possono degustare ottimi tè in un’atmosfera stupenda. C’è perfino una piccola cultivar di tè. Ecco certe volte per viaggiare nel mondo del tè non è necessario andare lontano, sedersi e godersi una tazza di buon tè è già un bellissimo viaggio”. 

Il tè è inclusivo e su questo argomento possiamo solo condividere il suo punto di vista ma se potesse scegliere il personaggio a cui offrire un tè, in questo momento chi vorrebbe veder entrare a  Tea Cup

Un tè con Tim Burton

“Tim Burton! Basta guardarsi intorno per capire quanto la sua filmografia influenzi questo luogo. Non parlo tanto della sua Alice ma dei suoi film di inizio carriera e della filmografia che lo ha influenzato come l’espressionismo tedesco ad esempio”.

In attesa dell’arrivo di Tim Burton che, ci racconta Lavinia, ha comunque già incontrato, noi scegliamo il tè che ci attrae immediatamente per il nome: Italian Breakfast.  La nostra miscela ve la sveliamo come anticipazione per la vostra prossima tappa milanese da autostoppisti galatteaci: Black Keemun, Assam e Lapsang souchong. 

E per non dimenticare Douglas Adams, concludiamo con un’altra frase del protagonista Arthur Dent: Si può avere del tè su questa astronave?

Written by
Liana Bertolazzi
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