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Valeria Vicentini è l'autrice de L'isola del tè

Mlesna Italia porta a Bologna il primo libro italiano sul tè di Ceylon

Mlesna Italia torna a In Tè Bologna Tè Festival 2018 con tante, tantissime novità. Siete curiosi di conoscerle tutte in attesa del 9 febbraio 2018, giorno di apertura dei battenti del festival?

Mlesna è un prestigioso e pluripremiato marchio di tè di Ceylon, Sri Lanka. Dal 1983 seleziona i migliori tè dell’isola, confezionandoli direttamente sul posto per preservarne l’aroma.

Da ben 10 anni Vicentini è importatrice esclusiva per l’Italia del brand che oggi può contare su un’ampia gamma di tè puri e aromatizzati solo con estratti naturali. Al prima edizione del festival ne abbiamo conosciuti e degustati diversi ma Mlesna tornerà a Bologna con tante interessanti novità. Tra queste, il primo libro italiano sul tè di Ceylon: “L’isola del tè. Viaggio dalla piantagione alla tazza” scritto da Valeria Vicentini. Ed è proprio con Valeria che abbiamo parlato per conoscere qualche prima anticipazione…

Quali novità state pensando di portare a In Tè Bologna Tè Festival 2018?

Quest’anno avremo finalmente disponibile una chicca esclusiva della produzione di Ceylon: il preziosissimo Silver Tip, il tè bianco coltivato nella provincia di Sabaragamuwa e sigillato in eleganti astucci da 50 grammi, confezionati all’origine e certificati come sempre dal marchio del leone.

Mlesna porta il tè di Ceylon a In Tè Bologna Tè festival 2018

Inoltre, presenteremo la nuova linea di tè verdi e bianchi in filtro piramidale, sencha, pai mu tan, pai mutan al gelsomino, young hyson al soursop finalmente disponibili in un formato perfetto per chi cerca la qualità del tè in foglia e la praticità del filtro pronto. Per di più, i nostri filtri sono sigillati uno a uno in tripla lamina, per mantenere intatta la qualità di questi meravigliosi tè in qualsiasi situazione, anche in viaggio!
E poi, ovviamente c’è il libro, il primo libro italiano sul tè di Ceylon.

“L’isola del tè. Viaggio dalla piantagione alla tazza”. Come è nato il progetto di questo libro?

L’idea è venuta dal mio amico cuoco Amedeo Sandri, con cui avevo già collaborato per un’altro libro di cucina uscito qualche anno fa, “Mangiare Veneto: sette provincie in cucina”. Si pensava inizialmente a una raccolta di ricette da abbinare al tè in cui io avrei inserito qualche informazione e notizia sulla storia, le origini e gli usi. Quell’estate però feci il mio primo viaggio in Sri Lanka e rimasi così meravigliata del lavoro umano che è nascosto dietro la produzione di una semplice tazza di tè che pensai di dover scrivere il libro per raccontare con semplicità e precisione cosa c’è dietro questa bevanda così diffusa ma, in Italia per lo meno, veramente poco conosciuta. Ovviamente mano a mano che andavo avanti, scoprivo aspetti storici, economici e culturali sempre più interessanti, accumulavo viaggi in Sri Lanka, esperienza sul commercio, letture e documentazioni, così alla fine più che un libro di cucina è uscito un libro sul tè di Ceylon, su come è giunto fino a noi su come ogni giorno arriva nelle nostre tazze, partendo dall’altra parte del mondo.

Che cosa significa raccontare un’esperienza, una storia, come quella del tè di Ceylon a un pubblico italiano?

In Italia il consumo del tè sta crescendo anno dopo anno, e c’è a mio avviso una sorta di dicotomia tra il pubblico più esperto che si concentra sui tè cinesi e giapponesi e la massa che continua a bere tè nero all’inglese, anche aromatizzato.
Così quasi tutti i libri in italiano parlano della cultura del tè in estremo oriente o delle tecniche di preparazione e degustazione, mentre la gente comune non sapendo nulla del tè che compra al supermercato, alimenta ignara un mercato di bassissima qualità.
Quindi, io sono partita dall’idea che il libro doveva essere innanzitutto per coloro che il tè non lo conoscono, lo bevono, magari anche appassionatamente, ma hanno idee vaghe sulla sua natura. Non è stato difficile perché io ero una di loro, quindi ho cercato di esporre ogni aspetto trattato con la stessa semplice meraviglia che ha stupito me durante la mia ricerca. Spero di essere riuscita nell’intento di aprire stimoli in diverse direzioni e di aiutare le persone a orientarsi nella scelta di tutti i giorni, più consapevoli del percorso che fa una fogliolina di tè per arrivare fino a noi.

Nel volume c’è una sezione dedicata alle ricette, come avevi accennato prima. Pensi che tè e cucina possano rappresentare un modo per aiutare gli italiani ad avvicinarsi al tè?

Sicuramente, la cucina aiuta gli italiani ad avvicinarsi a qualsiasi cosa! Scherzi a parte, il nostro intento è stato quello di avvicinare il tè alle ricette più o meno tradizionali della cucina italiana, rendendolo familiare e abbinandolo quasi come si fa con il vino. Credo che portare il tè fuori dai classici momenti della colazione e della merenda, lasciandogli invadere il pranzo e la cena, sia un ottima strada per far appassionare gli italiani al tè. Per questo nel libro c’è una sezione di ricette per ogni momento della giornata e addirittura due menù serali completi in cui il tè è non solo un complemento, ma un ingrediente.

Cosa ti viene in mente se diciamo la parola “tè”?

Le verdi colline di Ceylon, le onde di piante brillanti che ricamano le montagne e il profumo umido delle foglie avvolte nella nebbia azzurra dell’isola.

www.mlesnaitalia.com

www.vicentinithiene.com

 

“L’isola del tè. Viaggio dalla piantagione alla tazza” verrà presentato da Valeria Vicentini domenica 11 febbraio 2018 alle ore 16.45 in sala workshop. Consultate il programma qui

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