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les libellules

A les libelulles, stoffe, tagli e abiti passano per la via del sé e del tè

Kashimushi in Giappone era il nome della libellula. Letteralmente significa insetto vincente, nome che derivava dal fatto che questi eleganti insetti non retrocedono mai.

Amate dai samurai, simbolo di famiglie nobili, le libellule o piccoli draghi volanti racchiudono in sé l’elemento yang del fuoco e quello yin dell’acqua, una perfetta sintesi del progetto e dell’atmosfera de’ les libelulles, lo studio stilistico e di abbigliamento sartoriale, fondato nel 2010 da tre designer: Alice Cappelli, Paola Parenti e Isabelle Guignand. Uno showroom artistico dalle molte sfumature in cui, tra yin e yang, non poteva mancare uno spazio dedicato al tè, il rito in cui le piccole foglie si fondono leggere con l’acqua e il fuoco.

©Giulia Mazza

les libelulles è uno spazio in un interno, uno di quei luoghi tipici che hanno caratterizzato le attività creative bolognesi a cavallo tra gli anni ’80 e ’90 e che ancora rendono unico e affascinante il percorso sotto le torri.

Incontro Paola e Alice davanti ad una tazza di Jasmine Dragon Phoenix Eyes Pearl, profumato e rinfrescante, perfetto per questi ultimi sprazzi di calore settembrino.

Sul tavolo insieme a teiera e tazze fanno bella mostra le cinture della stupenda capsule  Qollezione, un progetto dei creativi bolzanini Anna Quinz e Fabio Davit ispirata alla vita e ai tessuti tirolesi dalle preziose stoffe delle tovaglie d’altare delle Stube alla riedizione del tessuto del celebre Blauer Schurtz. Gli abiti del campionario, ospitato a Bologna fino a domenica 29 settembre, sono visibili sul sito di  Qollezione.

“Il rapporto con la preparazione di una collezione – racconta Paola – si sposa bene con l’attenzione al dettaglio tipica della preparazione del tè. Offrire il tè, come pensare l’abito, è sempre un momento di grande intimità tra chi disegna e confeziona l’abito e chi desidera un oggetto non convenzionale”.

Intanto con la seconda infusione le foglie si aprono, il momento ideale per una parentesi sull’alchimia dell’ecoprinting e come le foglie si aprono anche le bellissime sete nate dalla collaborazione stabile e continuativa con il progetto Textile Anthropology. Un dono che consente di offrire al pubblico un’opera, un abito su misura di grande ricercatezza e originalità. Una via sensoriale per raccontare di sé in modo speciale anche senza parole.

Alla terza infusione i tessuti e gli abili gesti ci fanno già immaginare impressioni di foglie di tè su seta.

Collezioni, cura e attenzione, stagionalità. les libellules realizza stagionalmente capsule di abiti femminili, progetti esclusivi nel taglio come nell’utilizzo di materiali.

La consulenza va dallo styling alla realizzazione del capo finito, che si tratti di cliente privato, di commissioni per costumi teatrali o abiti da lavoro per quelle aziende che desiderano una consulenza d’immagine specifica su personale e decor.

Il restauro di abiti d’epoca o di famiglia, oltre allo stupendo archivio del marchio dedicato al bambino, è la testimonianza di come questo speciale atelier ci faccia sentire subito a casa.

Cita un proverbio cinese, “Il primo infuso è per il gusto, il secondo per il piacere, il terzo è per l’occhio, il quarto per il rilassamento”.

Noi, al quarto, ci sentiamo molto creative e già immaginiamo incontri sul tè in atelier per le clienti più raffinate e curiose. Un percorso sensoriale che aiuti a trovare attraverso il tè il proprio stile.

Così abbiamo giocato insieme alle fondatrici scegliendo un Pu Erh per Paola dove la particolarità di terra umida di questo tè sintetizza bene la sua personalità forte e legata alle radici, un femminile capace di aspettare il tempo giusto esattamente come questo prezioso tè adatto all’invecchiamento.

Per Alice la gamma degli oolong è perfetta; questi bellissimi tè verdi azzurri dal profumo e aroma inconfondibili e dai preziosi effetti termogenici ben si adattano al suo stile lieve e al suo desiderio di caldo nelle stagioni intermedie. Infine per Isabelle abbiamo scelto Rose Congou, un aromatizzato nero tra i più celebri, che mette in risalto la sua personalità tipicamente francese dal carattere deciso portato con leggerezza.

In attesa di novità sul tè gli appuntamenti de’ les libellules proseguono nel mese di ottobre con altre due designer ospiti, Gaia Segattini con il suo progetto Knotwear e Daniela Diletti “La Marchigiana”

https://www.facebook.com/events/676482936197833/

che terranno anche due workshop artigianali, come di consuetudine dentro a les libellules Studio.

https://www.facebook.com/events/536097627124733/

https://www.facebook.com/events/1289893367859481/

Riponiamo teiere e ciotole. È solo un arrivederci e mentre usciamo una libellula ci regala un volo d’incontro.

www.textileanthropology.com

Written by
Liana Bertolazzi
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